Newslettering n.8 – Agosto 2026

Appunti su lettering e fumetti tra letture, osservazioni e lavoro editoriale.

Ciao!

Agosto è un mese di viaggi e di riti irrinunciabili, come scegliere i libri da portare in valigia. Si sa già che probabilmente non si riuscirà a leggerli tutti, ma a quel bagaglio è difficile rinunciare, vero?

In questo numero vi accompagno alla mostra-evento dedicata alla rockstar del fumetto italiano: un autore scomparso troppo presto, ma capace di lasciare un'eredità che continua a sorprendere.
Poi vi segnalo un coinvolgente video che, attraverso una straordinaria selezione di immagini, racconta quanto il Futurismo sia stato decisivo per l'arte e il lettering; un piccolo manuale fitto di trucchi e consigli per progettare le lettere; e infine i bozzetti della copertina del graphic novel di un'autrice di grande talento, in equilibrio tra autoproduzione e case editrici.

Una mostra da scoprire
Andrea Pazienza - Non sempre si muore

Un video da guardare
PAROLIBERE! La rivoluzione tipografica del Futurismo

Dalla mia libreria
Type Tricks

Dalla mia scrivania
Il design della copertina di Karma

Buona lettura,
Lorenzo

Una mostra da scoprire

Andrea Pazienza. Non sempre si muore

Roma, MAXXI – Dal 24 aprile al 18 ottobre 2026

Il titolo della mostra dedicata ad Andrea Pazienza al MAXXI di Roma, Non sempre si muore, è particolarmente azzeccato e struggente. È tratto da un'intervista rilasciata da Pazienza nel 1988, poco prima della morte, e oggi sembra quasi una dichiarazione programmatica: pochi artisti come lui sono riusciti a sopravvivere alla propria assenza, lasciando dietro di sé una quantità di disegni e opere tale da dare l'impressione che continuino ancora a comparire.

Poter ammirare centinaia di tavole, bozzetti, illustrazioni e disegni permette di rendersene conto in modo quasi fisico. La mostra copre l'intera carriera di Pazienza e lo fa mettendo in relazione immagini e parole: alle tavole si affiancano appunti, poesie, lettere, foto e materiali d'archivio, restituendo non soltanto l'artista ma anche il mondo che ha attraversato.

È difficile aggiungere qualcosa a quanto è stato scritto su Pazienza. Quello che continua a colpirmi è soprattutto la brevità della sua carriera: è morto a soli 32 anni, eppure nelle sue opere sembra esserci il lavoro di una vita intera. Ci sono i luoghi familiari e assolati della Puglia ("San Severo, la città del mio pensiero, dove prospera la vite e l'inverno è alquanto mite"), Pescara, soprattutto Bologna, Montepulciano; ci sono le stagioni culturali e politiche che ha attraversato, assorbito e trasformato in personaggi, storie e linguaggi. E poi c'è il rapporto con le donne, il corpo inteso come primo strumento di esplorazione e conoscenza, ma anche come materia attraverso cui restituire e sintetizzare le sue incredibili, inesauribili esperienze di vita.

Leggendo le tante testimonianze che circondano la sua vita emerge un talento indomabile, un istinto che attraverso il disegno gli permetteva di leggere e restituire la realtà. Prima in modo quasi istintivo, poi con una consapevolezza sempre più dolorosa.

C'è in tutto questo un'urgenza impellente di comunicare, come se avesse sempre avuto il sospetto di avere poco tempo. E forse proprio per questo la sua opera sembra vivere a un'intensità così alta: Pazienza ha succhiato la vita fino in fondo e l'ha restituita attraverso il disegno, la scrittura, il linguaggio, con una sincerità e una forza difficili da imitare.

Mi rendo conto di scrivere una strana relazione della mostra: più che raccontare ciò che ho visto, rincorro le immagini e le emozioni che quelle tavole mi hanno lasciato. Dopo averla visitata mi sono tuffato nuovamente nell'opera di Paz, in una sorta di abbuffata che mi ha lasciato stordito e grato. Perché era davvero un artista a tutto tondo: anche i suoi testi hanno una potenza sorprendente. Recuperate, per esempio, Una estate, per farvi travolgere dalla sua prosa ammaliante. E poi c'è il suo grammelot dialettale, quel modo unico di far parlare i personaggi che è parte integrante della sua arte.

La mostra del MAXXI è bella, completa e molto curata. Ma soprattutto è una porta d'accesso a un'opera che continua a crescere ogni volta che la si guarda.

Rileggere le ultime righe di Pompeo lascia sempre un po' turbati e commossi:
«Cari voi che mi avete seguito sin qui. Così finisce l'ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita. [...] Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio Paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni».

Quanto è stato determinante il Futurismo nella storia dell’arte? E quanto ha influenzato movimenti, artisti e soprattutto il modo di intendere la comunicazione visiva nei decenni successivi?

Ariel Brandolini, graphic designer, docente di type design ed esperto di lettering, ne ha parlato in un incontro tenuto a Treviso nel giugno 2024, dedicato alle Parole in libertà e alla rivoluzione tipografica futurista.
A questo link trovate la registrazione dell’incontro, che mi ha coinvolto per la profondità dell’indagine e per la straordinaria quantità di immagini che accompagna il racconto, restituendo tutta la forza, l’irriverenza e la modernità delle sperimentazioni futuriste.

Dalla calligrafia alla tipografia, dal lettering alla composizione della pagina, le Parolibere hanno trasformato la parola da semplice veicolo del testo a elemento visivo: qualcosa da guardare, oltre che da leggere. Un’idea che, a più di un secolo di distanza, continua a essere sorprendentemente attuale.

Ariel è anche un appassionato lettore di fumetti: consiglio la pagina Lettering in Comics, da lui curata, dove cataloga e pubblica moltissimi esempi di lettering applicato ai fumetti.

Dalla mia libreria

Type Tricks - Your personal guide to type design

Type Tricks

Autrice
Sofie Beier

Editore
BIS PUBLISHERS

Prima edizione
2017

Pagine
208

Il mondo delle lettere è vasto e attraversa discipline diverse: calligrafia, lettering, tipografia, type design, graphic design. Sono ambiti distinti, ma profondamente interconnessi, e credo che chiunque lavori con le lettere possa trarre beneficio dall’esplorarli anche al di fuori del proprio campo specifico.

È anche per questo che, pur non essendo un type designer professionista, amo Type Tricks di Sofie Beier e mi capita di tornarci spesso. Non è un manuale pensato per accompagnare passo dopo passo chi parte da zero nella progettazione di un carattere, ma piuttosto un prezioso libro di consultazione: una raccolta di osservazioni, regole e piccoli accorgimenti che aiutano a progettare meglio le lettere e, soprattutto, a guardarle con maggiore consapevolezza.

Il libro attraversa diversi aspetti del type design — dalla costruzione delle forme alle correzioni ottiche, dalla spaziatura al kerning, fino alla leggibilità e alla relazione tra le diverse lettere — e li presenta attraverso illustrazioni chiare e immediate.

A renderlo ancora più piacevole c’è poi il formato quasi tascabile, insieme a un’impaginazione essenziale e a una palette di soli tre colori. È uno di quei libri che non si leggono necessariamente dall’inizio alla fine: si sfogliano, si consultano, si lasciano sedimentare e, dopo qualche tempo, si riprendono in mano scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo.

Dalla mia scrivania

Il design della copertina di Karma

Frontier – foto 1

Autrice
Claudia Razzoli

Editore
BAO Publishing

Prima edizione
2026

Pagine
192

Forse non lo si sospetta, ma il percorso che porta una copertina alla sua forma definitiva è spesso lungo e tutt’altro che lineare. Quella che vedete qui sopra è la copertina definitiva di KARMA, il bellissimo ultimo libro di Claudia Razzoli, in uscita per BAO Publishing il prossimo 18 settembre.

In genere la copertina è una delle ultime illustrazioni realizzate in forma definitiva, perché si dà la precedenza al corpo del libro. Nel frattempo il progetto editoriale prende forma e si inserisce nel calendario che ogni Casa editrice costruisce in vista dell'uscita: presentazione del titolo alla promozione, annuncio ufficiale, comunicazione sui social e stampa.

Sono momenti diversi, che si susseguono nel tempo, e questo fa sì che l'immagine annunciata della copertina non coincida necessariamente con quella che arriverà sugli scaffali: tra una versione e l'altra possono intervenire esigenze narrative, grafiche o semplicemente tecniche, legate per esempio al formato, alla carta e al numero di pagine definitive.

È esattamente quello che è successo con KARMA: la copertina annunciata in Cliff Notes (la pubblicazione interna riservata alla promozione libraria), era un montaggio ancora molto provvisorio. Quella comparsa successivamente in PREVIEW (la pubblicazione rivolta alle fumetterie e al grande pubblico), partiva invece da una delle proposte di Claudia per la copertina: in tutto erano ben otto, con tagli e inquadrature differenti.

A sinistra, la scheda di KARMA apparsa su Cliff Notes. A destra, quella apparsa su PREVIEW.
Note tecniche

Quando ho iniziato a lavorare al design definitivo della copertina, sono partito dall'illustrazione che era già stata utilizzata per PREVIEW. Ho quindi realizzato diverse prove di titolo e, dopo essermi confrontato con Claudia, abbiamo individuato la soluzione che ci convinceva di più.

A quel punto Claudia ha dovuto rivedere l’illustrazione, perché il logo BAO entrava in conflitto con il personaggio nella parte inferiore, arrivando così alla bellissima illustrazione wrap around (o panoramica), che si sviluppa su tutta la copertina, alette comprese.

Infine ho aggiunto prezzo, codice a barre, logo della Casa editrice e testi in quarta. E finalmente... siamo andati in stampa!

Last but not least: Claudia Razzoli ha realizzato interamente a mano il lettering del libro. Vi consiglio di dare un’occhiata alla preview che abbiamo pubblicato per farvi un’idea della qualità di questo lavoro. Del resto, Claudia è un’autrice di grande talento, da anni parte del collettivo Mammaiuto, con cui ha pubblicato diversi libri. Il suo percorso tra autoproduzione ed editoria tradizionale rende il suo lavoro particolarmente interessante.

NEWS lettering

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