Newslettering n.9 – Settembre 2026

Appunti su lettering e fumetti tra letture, osservazioni e lavoro editoriale.

Ciao!

Questo mese mi ha stupito vedere come il palinsesto degli argomenti abbia finito per comporsi quasi da solo, seguendo un percorso che dal fumetto underground mi ha portato fino alla storia del surf.

Vi accompagno alla scoperta della prima mostra italiana dedicata al maestro del fumetto underground, ripercorrendo una carriera lunga cinquant’anni, dalle strade di San Francisco alle gallerie d’arte di tutto il mondo.
Poi ricordo due artisti che, con i loro manifesti cinematografici, hanno conquistato l’immaginario di generazioni di spettatori. Ho anche letto — anzi, soprattutto ammirato — il libro antologico di un autore che ha trovato nella controcultura la propria spinta creativa. Infine, ho riaperto i file di un romanzo grafico pubblicato da BAO pochi anni fa, che torna meritatamente in libreria arricchito da una nuova sezione di pagine.

Una mostra da scoprire
Robert Crumb - Cattivi pensieri

Due video da guardare
Drew Struzan & Renato Casaro: The Men Behind the Movie Posters

Dalla mia libreria
Rick Griffin

Dalla mia scrivania
La nuova edizione di A ondate

Buona lettura,
Lorenzo

Una mostra da scoprire

Robert Crumb. Cattivi pensieri

Napoli, Castel Nuovo – Dal 27 maggio al 31 agosto 2026

Quale occasione migliore per visitare Napoli, se non quella offerta dalla più grande mostra mai dedicata in Italia a Robert Crumb, maestro assoluto del fumetto underground? E così, in un weekend di fine agosto, ho attraversato l’Italia per vedere finalmente dal vivo le sue tavole originali. Ne è valsa decisamente la pena.

Allestita nelle splendide sale di Castel Nuovo, Robert Crumb. Cattivi pensieri raccoglieva tavole, illustrazioni, acqueforti, pubblicazioni, dischi e altri materiali. Un percorso capace di passare dalle prime opere Zap Comix e Mr. Natural fino a Weirdo, alla monumentale Genesi e al recentissimo Tales of Paranoia.

La mostra era articolata in quattro sezioni: Il labirinto interiore, dedicata alla dimensione più intima e autobiografica; Lo sguardo controculturale, incentrata sulla satira sociale e sulla cultura underground; Dialogo d’artista, che metteva Crumb a confronto con il pittore seicentesco napoletano Pacecco De Rosa; e infine quella che, inevitabilmente, ha attirato maggiormente la mia attenzione: L’alfabeto dell’ossessione, dedicata al suo lavoro come calligrafo e letterista.

Perché Crumb non si limita a disegnare i suoi fumetti: ne costruisce praticamente ogni elemento visivo. Balloon, didascalie, titoli, loghi, onomatopee e scritte fanno parte dello stesso universo grafico delle figure, come «un’estensione muscolare, viva e pulsante del disegno stesso».

Fin dai suoi esordi Crumb tratta le lettere come immagini. Il lettering dei balloon può apparire ruvido e spontaneo, perfettamente coerente con l’estetica underground, ma dietro quell’apparente irregolarità c’è una solidissima cultura visiva. Nei titoli passa continuamente da lettere che imitano caratteri con grazie a forme tridimensionali, ombreggiate o deformate prospetticamente; altrove costruisce alfabeti tondeggianti e organici, oppure loghi elettrici e psichedelici. Non esiste un “font di Crumb”: esiste una voce grafica che cambia insieme a ciò che deve raccontare.

È interessante che questa libertà nasca proprio nel contesto dell’underground americano degli anni Sessanta. La diffusione di sistemi di stampa offset economici permetteva agli autori di produrre autonomamente piccole tirature, aggirando editori tradizionali e il Comics Code. Con i comix, l’autore tornava così a controllare l’intero oggetto: storia, disegno, lettering, logo, copertina. Crumb incarna perfettamente questa idea del fumettista come autore totale.

Crumb è solo uno dei tanti protagonisti del fumetto underground, un movimento che ha portato nel linguaggio del fumetto una straordinaria libertà espressiva e una radicale ricerca visiva. A questo link trovate il dettagliatissimo comunicato stampa della mostra Cattivi Pensieri.

Due video da guardare

The Men Behind the Movie Posters

The Men Behind the Movie Posters

Quanto è importante la locandina di un film per completare l’esperienza della visione? Tantissimo. Ci sono stati artisti che hanno dedicato la loro intera vita a rendere memorabili quei pezzi di carta dalla vita effimera, destinati a durare quanto la programmazione di un film ma a segnare profondamente l’immaginario di intere generazioni. Oggi quel tipo di poster non esiste quasi più, e credo che con la sua scomparsa abbiamo perso un contributo importante alla nostra cultura visiva.

È anche per questo che, esattamente un anno fa, sono rimasto profondamente colpito dalla scomparsa, a distanza di appena due settimane, di due dei più grandi pittori cinematografici di sempre: Renato Casaro e Drew Struzan.

Questi due video ci permettono di immergerci nel loro lavoro: le interviste a Renato Casaro e a Drew Struzan, inframmezzate alle testimonianze di registi e attori, restituiscono la meraviglia per il lavoro, spesso svolto dietro le quinte eppure così visibile, di questi due straordinari artisti.

Le locandine cinematografiche, come quelle teatrali o pubblicitarie, sono un equilibrio perfetto di immagine, informazioni e lettering. A Treviso, città natale di Renato Casaro, si trova la Collezione Salce, la più importante raccolta italiana di manifesti e materiali pubblicitari. Naturalmente ci sono anche numerose locandine di Casaro.

Le monografie dedicate a Drew Struzan e Renato Casaro, ricchissime di immagini e illustrazioni.
Dalla mia libreria

Rick Griffin

Rick Griffin

Autore
Gordon McClelland

Editore
Dragon's World

Prima edizione
1980

Pagine
96

Rick Griffin è una delle figure fondamentali della grafica psichedelica americana: nato negli anni '50 sulle coste della California, illustratore, fumettista e straordinario disegnatore di lettere, ha costruito un immaginario in cui surf, musica e controcultura finiscono per mescolarsi.

Nei suoi poster il lettering non è un elemento accessorio: spesso parte proprio dalle lettere e costruisce tutto il resto intorno a loro. Nascono così alcuni dei manifesti più riconoscibili della controcultura americana, diverse copertine degli album dei Grateful Dead e persino la testata originale della rivista Rolling Stone.

Nella sua multiforme carriera rimane comunque legato al mondo del fumetto: Robert Crumb lo coinvolge in Zap Comix e nel 1972 pubblica Man From Utopia, dove fumetto underground, lettering e psichedelia si fondono definitivamente.

In conclusione, Griffin arriva alla grafica in modo naturale, portandoci dentro tutto il suo mondo e contaminandone forme e codici fino a renderli profondamente personali.

Dalla mia scrivania

La nuova edizione di A ondate

Frontier – foto 1

Autore
AJ Dungo

Editore
BAO Publishing

Prima edizione
2020

Pagine
376

Nelle ultime settimane è passata spesso sulla mia scrivania la nuova edizione francese di un libro che BAO ha pubblicato nel 2020. Ne sono particolarmente felice, perché è uno dei libri più belli che abbiamo pubblicato negli ultimi anni.

A ondate parla della storia del surf, dalle sue radici hawaiane fino alle figure leggendarie di Duke Kahanamoku e Tom Blake, che contribuirono a trasformarlo nello sport che conosciamo oggi. Ma dentro questa storia il suo autore ne intreccia un’altra, profondamente personale e venata di tristezza.

Il surf diventa così il punto d’incontro tra sentimento, perdita e memoria, una metafora dell’equilibrio precario con cui attraversiamo la vita. AJ Dungo racconta tutto questo con un disegno essenziale, fatto di grandi spazi, silenzi e figure spesso minuscole di fronte all’immensità del mare.

A ondate torna in una nuova edizione BAO l’11 dicembre, lo stesso giorno in cui Netflix distribuirà In Waves, il film d’animazione tratto dal fumetto. Due modi diversi per lasciarsi travolgere, ancora una volta, dalla stessa storia.

Note tecniche

A ondate verrà stampato in bicromia su carta usomano, utilizzando due colori PANTONE, verde acqua e marrone. La resa è splendida, ma la scelta non è soltanto estetica: i due colori hanno una precisa funzione narrativa. Il verde accompagna la vicenda ambientata nel presente, mentre il marrone ripercorre la storia del surf. In casi come questo le scelte tecniche diventano parte integrante del racconto, offrono al lettore un preciso codice visivo, amplificano l’esperienza della lettura e, in definitiva, la forza stessa dell’opera.

Un ulteriore dettaglio tecnico riguarda la copertina, anch’essa stampata in due colori, retinati e sovrapposti per ottenere una maggiore profondità cromatica. Il titolo e la silhouette del surfista sono realizzati con una lamina d’argento metallizzato (foil), come nell’originale che vedete nella foto di apertura. Il foil è totalmente coprente e viene applicato sopra la copertina già stampata attraverso un procedimento a caldo con cliché, una matrice metallica in rilievo che trasferisce la lamina sulla carta grazie alla pressione e al calore. È interessante notare come alcuni elementi normalmente stampati in nero, come il codice ISBN e il logo BAO, siano stati realizzati utilizzando il PANTONE più scuro tra i due disponibili, mantenendo così l’intera copertina all’interno della bicromia.

NEWS lettering

Ottobre, per chi ama o lavora con i fumetti, significa avvicinarsi a Lucca Comics. Come l'anno scorso pubblicherò ogni giorno un post di approfondimento su lettering e fumetto.

Ho anche coinvolto amici professionisti che lavorano con i libri: voci diverse dalla mia, sullo stesso tema.

Segui la mia pagina Instagram per non perderti nulla!

Ci risentiamo tra un mese,
Lorenzo

NEWSlettering è la newsletter di ONlettering,
progetto editoriale indipendente e gratuito curato da Lorenzo Bolzoni.
Preferisci leggere questa newsletter sul sito?
Aprila nel browser